Utente: mariater55
Nome: Maryter

Questo blog è un diario; riflette i miei momenti belli e le mie tristezze. Ho riversato qui speranze e dolori, queste pagine accolgono i commenti e i pensieri di tanti amici. Grazie a tutti quelli che hanno avuto voglia di dirmi una parola buona.

Quello che detesto : L'ipocrisia
L'opportunismo
Il conformismo
La superficialità
La mancanza di fantasia

Quello che amo: L'entusiasmo
La sensibilità
La coerenza
La capacità di sognare



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La mauvaise herbe



27/11/2009, ore 21:38

Ancora un post musicale... continuo con gli omaggi ai miei migliori amici, i musicisti che hanno accompagnato tanta parte della mia vita, quelli che sono sempre con me, per tanti motivi diversi. Ognuno evoca una tappa del mio percorso, e non posso fare a meno di loro. Come e meglio di qualsiasi petite madeleine, riescono a farmi rivivere momenti del passato con tutta l'intensità di allora. Chiudo gli occhi per un momento, e tutto torna a vivere, tutto torna presente e vero. Non è passato un giorno da allora.
Stasera avevo voglia di sentire le canzoni di Georges Brassens. L'ho scoperto tardi, Brassens, solo pochi anni prima che morisse. E' stato un colpo di fulmine, ma al contrario di quello che normalmente succede con l'amore a prima vista, la passione dura ancora. Non c'è niente che mi faccia più piacere che cantare le sue canzoni, e molte le so a memoria. La mauvaise herbe, Les amoureux des bancs publics, Margot, La première fille... Amo l'ispirazione anarchica e libertaria che scorre nei suoi versi, mi piacciono le storie che racconta. De Andrè lo considerava il suo maestro, e in effetti si capisce che ne è stato profondamente influenzato. Ma Brassens è Brassens. Il suo sorriso e il suo sberleffo sono ancora qui, insieme a quella particolare tenerezza  per le piccole cose e per i poveri esseri umani, erbacce che crescono in libertà nei giardini mal frequentati, una tenerezza che sbucava fuori all'improvviso dalle sue canzoni. Mi viene voglia di cantarle, ancora e ancora.

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categoria : musica, ricordi, ispirazione

Mind Games



26/11/2009, ore 15:36

Ci pensavo ieri, ascoltando per l'ennesima volta Mind Games nel mio ipod, mentre tornavo a casa. L'anno prossimo John Lennon avrebbe compiuto 70 anni. Era nato nel 1940, il 9 ottobre. Il suo e il mio compleanno distano quindici anni, ma solo pochi giorni. Un John Lennon settantenne. Chissà come sarebbe diventato.
Così quando sono tornata a casa mi sono messa ad ascoltare le sue canzoni, a sfogliare le tante immagini di lui che ci sono in rete, come un immenso album di ricordi. E a vedere i video che lo mostravano come lo ricordo. Come resterà sempre, nella mia memoria. Il tempo non l'ha sfiorato, aveva solo quarant'anni quando se n'è andato, portando con sé la sua musica e la sua poesia. Una mano violenta ed assassina ha fatto tacere per sempre quella voce che tanto amavo. Come mi manca, oggi, quella voce...

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categoria : musica, rimpianti

Ricordi senza valore



17/11/2009, ore 17:05

Sarebbe bello ritrovare i vecchi amici. Per davvero, dico. Ne ho rintracciati diversi su FB, ma la barriera del tempo e della lontananza è rimasta intatta, molto più resistente del muro di Berlino che si è sgretolato vent'anni fa. La vita, insomma, che ci ha allontanati con una distanza incolmabile. Eh sì, perché se ci siamo persi di vista allora, un motivo ci sarà stato, anche se non mi ricordo più quale fosse.
Io m'intenerisco sempre quando sono alle prese coi ricordi. Il tempo è un gran ruffiano, che tende a far dimenticare le asprezze, le sofferenze, le ferite, e leviga ben ben i ricordi come fa il mare con i pezzetti di vetro. Quella presenza tagliente, che ti si ficcava dentro la carne e faceva male, dopo tanto tempo diventa un'assenza dolce e senza spigoli. Ma la memoria non è veritiera, racconta frottole e bisogna diffidarne.
E poi sono stanca di passare il tempo con la testa voltata all'indietro. Rimpiango sempre i miei vent'anni, ma quello che ricordo è solo quello che mi faceva battere il cuore e mi apriva grandi orizzonti nell'immaginazione. Dovrei soffermarmi di più sul ricordo delle sconfitte, della continua sensazione di inadeguatezza, dei giorni e delle notti di dolore e di pianto, di tanto amore sprecato, di sogni infranti sulla ruvida vita quotidiana.
Sono una cattiva biografa di me stessa. La storia che mi racconto è una storia romanzata, di cui trascuro gli squallori perché sono e devo essere per forza un'eroina positiva. Ma la verità è molto più prosaica, molto più terra terra. E la mia storia non è migliore né peggiore di mille altre.

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categoria : memoria, inganno